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I belong to Jesus PDF Stampa E-mail
Scritto da suor Malgorzata Jablonska   
Sabato 07 Febbraio 2009 00:02
http://www.suorecappuccine.org/home/images/stories/news/milan.jpgSi è parlato tanto nei giorni scorsi ma proprio perché siamo stati bombardati dalla TV, da tante speculazioni, tanti conti, tante previsioni … e forse proprio per questo che ci sfugge qualcosa di bello e rischia di essere soffocato dal chiasso dei mass media. Fra mille voci c'è questa di chi è stato chiamato in causa - semplici parole di un grande calciatore.

Non mi interessa il calciomercato e tanto meno quanti soldi prende Kakà e quanti avrebbe preso passando dal Milan al City. Ma ho impressione che ci stiamo perdendo il messaggio che il fuoriclasse voleva darci: “Sono molto credente. La strada più logica non è sempre quella che Dio sceglie per noi.(…) Quando il Milan dirà sì, forse sarà un segno che Dio mi indica un’altra strada. Ho pregato tanto in questi giorni cercando una direzione che venisse da Dio e alla fine la direzione è restare qua”.
Forse per capire le scelte di ognuno di noi bisogna andare a sbirciare nella propria storia: “Ha contato la mia storia e dove sta il mio cuore”.
Bisogna risalire al cuore appunto – al cuore della questione cioè chiedersi: che cosa vuole Dio da me?

Invece di perderci nelle chiacchiere sul come e perché andiamo alla fonte:

Kakà, santo lo è o ci fa?

Sono un ragazzo normale ma con grandi valori. Sono religioso, della confessione evangelica, e cerco di vivere seguendo i dettami della Bibbia. Questa fede è frutto dell’educazione che ha ricevuto in famiglia? Si, ero piccolo e già mi portavano in chiesa. Però ho vissuto anche importanti esperienze personali. Nel 2000, tuffandomi in piscina, ho avuto un grande incidente. Potevo rimanere paralizzato. Ho battuto la testa sul fondo e mi sono piegato il collo con violenza, fratturando la sesta vertebra cervicale. Ma non sapevo di essermela fratturata e, tornato a San Paolo, ho continuato ad allenarmi per un paio di giorni. A un certo punto, però, il dolore è diventato talmente insopportabile che sono dovuto andare in ospedale. I dottori che mi visitavano continuavano a chiedermi se sentivo le braccia e le gambe, e io non capivo e mi agitavo. Fino a quando uno di loro si è deciso a spiegarmi la gravità della mia lesione. Mi ha spiegato che mi ero fratturato una vertebra, e che ero stato molto fortunato a non ricavarne i danni molto seri. In quel momento ho pensato che doveva essere stata la mano di Dio a salvarmi: Lui mi aveva protetto, Lui aveva impedito che mi accadesse qualcosa di terribile. Il merito della mia guarigione lo attribuisco alla fede. Sono stato cresciuto come cristiano, ho sempre letto la Bibbia, e credo che nei momenti più difficili sia stato questo a salvarmi. Perché sapevo che Dio aveva trovato uno scopo alla mia esistenza. Ne è passato di tempo dal giorno in cui mi sono chiesto: “Guarirò? Riuscirò a giocare di nuovo a calcio?” ci sono riuscito, e sono riusciti in molto altro. L’ho fatto grazie alla Bibbia, alla preghiera, alla fede in Dio, alla sicurezza che Lui mi avrebbe aiutato. E Lui non mi ha mai deluso.
 
E lei, per ringraziarlo, nelle partite più importanti porta, sotto la maglia della squadra, quella con la scritta I belong to Jesus, “appartengo a Gesù”.
La FIFA aveva vietato di mettere queste maglie sotto le casacche, ma in finale di Mondiale nessuno poteva impedircelo e così senza dire niente a nessuno io, Lucio ed Edmilson ci siamo messi tre maglie diverse. L'anno prima avevo rilasciato un'intervista in occasione di una premiazione ed avevo detto che il mio sogno era quello di gridare al mondo durante il mondiale che appartengo a Gesù, insomma è stato il compimento di una promessa.
 
http://www.suorecappuccine.org/home/images/stories/news/kaka.jpg
 
Nell’ambiente del calcio i santi non vanno di moda. Che cosa pensano di lei gli altri calciatori?
Ogni tanto mi accorgo che mi guardano un po’ perplessi, pensano io sia strano. Però poi mi accettano e mi rispettano.
 
Come ha conosciuto la sua moglie Caroline?
A una festa a San Paolo. Ci siamo scambiati i numeri del telefono, poi sono andato a trovarla per il suo compleanno. Compiva 15 anni.
 
E lei, di anni, quanti ne aveva?
Diciannove, ma in Brasile ero già famoso. Nel 2002, al rientro dalla vittoria al Mondiale, ci siamo fidanzati.
 
A 20 anni cercava già moglie?
Si, ho sempre pensato al matrimonio. Però abbiamo dovuto aspettare tre anni: uno in Brasile e due lontani, perché io sono venuto a giocare in Italia e lei era troppo giovane per seguirmi. Ma quel periodo è stato importante, ha messo alla prova il nostro amore.
 
Tentazioni?
Quelle ci sono sempre, ma io cerco di evitarle. Da quando sono in Italia non sono mai andato in discoteca se non alle feste del Milan, e sempre con mia moglie. Tra noi, quando lei era ancora in Brasile, c’era un patto: liberi di uscire con gli altri amici ma a mezzanotte si rientra a casa e ci si telefona. Io e Caroline abbiamo fatto molti sacrifici.
 
Si riferisce alla distanza?
Non solo a quella. Abbiamo scelto di arrivare casti al matrimonio: la Bibbia insegna che il vero amore si raggiunge solo con le nozze, con lo scambio di sangue, quello che la donna perde con la verginità. Infatti, per noi la prima notte è stata bellissima.
 
Non le è pesato aspettare?
Certo che mi è pesato: sono un ragazzo normale. Non è stato facile arrivare al matrimonio senza essere mai stato con una donna. Con Caroline ci baciavamo e la voglia c’era, ma ci siamo sempre trattenuti. Se oggi la nostra vita è così bella, penso sia anche perché abbiamo saputo aspettare.
 
Lancia un messaggio per chi vuole fare il calciatore come te.
Abbiate pazienza, è importante perseverare, se è nella volontà di Dio tutto di avvererà!
 
Nome: Ricardo Izecson dos Santos Leite
Soprannome: Kaká
Ragazza ideale: deve essere scelta da Dio
Particolari interessi: tennis, vedere film e videogames
Nel tempo libero: famiglia, amici, chiesa, stare con mio fratello
Musica preferita: gospel
Gruppo preferito: Renascer Praise
Cantante: Aline Barros
Canzone: "Promessa" dei Renascer Praise
Attrice: Regina Duarte
Film: "A espera de um milagre"
Libro: la Bibbia
Colore: bianco
Bibita: acqua
Esempio da seguire: Gesù
Piatto preferito: picanha all'aglio e olio di sua madre e Churrasco (barbecue)
Profumo: Calvin Klein e Hugo Boss
Un bell'uomo: io
Religione: Evangelica
Chiesa: Renascer em Cristo
Un giorno speciale: finale Rio-SP (esordio nel Săo Paulo FC)
Ispirazione: preghiera
Migliore allenatore: ho imparato da tutti, anche se Gesù e il miglior allenatore
Non ti piace assolutamente: la droga
Verso della Bibbia indimenticabile: "Io posso ogni cosa in colui che mi fortifica"
In crisi io ... prego
 
Per conoscere altri atleti di Cristo: www.atletidicristo. it