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Chiamati alla gioia PDF Stampa E-mail
Scritto da Giovanni Vannucci   
Giovedì 09 Aprile 2009 18:32
http://www.suorecappuccine.org/home/images/stories/news/pane.jpgChi è Dio? Cristo ci dice che Dio è il pane, ci dice che Dio è il vino. Pensate che grande definizione è questa, e non è una definizione intellettuale, scientifica, razionale, di Dio. Quando incontriamo Cristo e gli domandiamo chi è colui in cui crediamo, egli prende il pane e ci dice: questo è Dio, prendi e mangia.

Egli prende il vino, lo mette nel calice e dice: bevi, questo è il sangue di Dio. Allora chi è Dio? E’ il giudice insindacabile delle nostre azioni, è colui che ci perseguita per tutta la vita per esaminare e pesare le nostre azioni? No, Dio è il pane, e Dio è il vino. Non è il giudice delle nostre opere, il giudice dei nostri pensieri, colui che misura quello che noi sentiamo e quello che noi pensiamo e quello che noi facciamo, ma Dio è l’alimento di tutta la nostra vita, è la speranza della nostra speranza, è il canto di tutti i nostri canti, è la poesia di tutte le nostre poesie, è quella forza che ci spinge ad andare sempre più avanti, oltre tutte le nostre piccole realizzazioni. Ecco, mangiando Dio nella Chiesa, nella Messa, noi dobbiamo diventare come Dio, pane; e bevendo il sangue di Cristo, noi dobbiamo diventare come Cristo, un sangue che diventa vino per la gioia, il canto, i sogni più grandiosi di bellezza che possono sorgere nel cuore dell’uomo. Il cristianesimo è canto, il cristianesimo è liberazione, il cristianesimo è gioia, il cristianesimo è la partecipazione più entusiastica, direi orgiastica al mistero della vita. Un cristiano che non porta gioia, che non porta pace, che non porta fiducia, che non porta speranza, attraverso la donazione di se stesso agli altri, non è cristiano. E’ un cristiano che chiude Iddio nello scrigno del suo cuore, ma quel Dio che ha racchiuso nel suo cuore e sul quale si consola e si commuove non è un Dio, è semplicemente un idolo costruito dal suo io. Il nostro Dio è al di là di tutte le nostre costruzioni, il nostro Dio è il canto dei nostri canti, la speranza della nostra speranza, la libertà della nostra libertà, il sogno più grande che noi uomini possiamo sognare. E quando raggiungiamo l’ampiezza del sogno di Dio, Dio è sempre oltre il nostro sogno. Dio è vita e pienezza di vita, e la nostra vita è sempre piccola e sempre limitata perché siamo creature chiuse in un piccolo cerchio di tempo e di spazio. E quando raggiungiamo i confini del nostro tempo e del nostro spazio Dio è sempre oltre. Sentitelo fortemente, questo. Un giorno voi amerete, o già amate, ma Dio è oltre tutti i vostri piccoli amori ed è la pienezza di quel vostro amore ed è quel sogno che nel vostro piccolo amore voi credete di attuare ma che attuerete soltanto quando il vostro amore sarà insoddisfatto delle sue realizzazioni e tenderà a misure e a spazi sempre più vasti e sempre più sconfinati. Ecco, questo volevo dirvi, siamo chiamati alla gioia, la vita è una gioia e la gioia viene conquistata attraverso il superamento di noi stessi. Siate implacabili in questo, non vi chiudete mai in nessuna forma, in nessuna costruzione, in nessuna ideologia, perché il nostro Dio è il Dio dei viventi e la vita è sempre oltre tutte le forme possibili. Dio è pane e noi dobbiamo essere pane; Dio è vino e noi dobbiamo nella vita essere vino, principio di gioia e di canto.

Giovanni Vannucci