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Oltre i limiti del nostro cuore PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Domenica 17 Maggio 2009 12:28
vangelo Dopo l’invito a “rimanere in Lui” del Vangelo della domenica scorsa,oggi il Signore ci invita a mostrare i frutti di questa unione con Lui, nell’amore reciproco. Il brano di questa domenica è tutto un discorso sull'amore che molti considerano il "testamento" stesso di Gesù, la consegna da lui fatta ai discepoli, assieme all'Eucarestia, sigillo permanente dell'amore, totalmente dato, sino al limite estremo. Oggi non ci sono più immagini, né simboli ad indicare la comunione, ma è l'invito, a fare di Dio la nostra abitazione, o, che è lo stesso, a lasciarci inabitare totalmente da Lui. L'abitazione vera del cristiano, non è dunque, un luogo nello spazio, ma l'amore stesso di Cristo; è Lui, la dimensione nella quale vivere, crescere ed operare; solo qui, e non altrove, l'uomo conosce e vive la sua vera identità, che è l'amore di carità, che lo rende somigliante al suo creatore, quel Dio che è carità.
Certo è facile abusare di questi termini e banalizzarli; ma il discorso del Signore si fa concreto, drammaticamente concreto, quando dice: "Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come lo vi ho amati", e quale sia la misura e il modo dell'amore di Cristo, lo conosciamo bene, tuttavia Lui stesso lo specifica dicendo:
"Nessuno ha un amore più grande di questo: dare la vita per i suoi amici..." E' un'amore esigente, che non si ferma alla sola benevolenza, o all'affetto legato semplicemente all'emozione. L'amore, di carità, è un lungo cammino da compiere, e il suo percorso non sempre è agevole. Questo vi comando: “amatevi gli uni gli altri "; e su questo comandamento l'uomo si costruisce cristiano, in ogni circostanza della vita.
Può sembrar strano, riguardo all'amore, e, all'amore più alto, che esso sia un comando, una legge, ma la forza, con la quale il Signore vi insiste, sta ad indicare, che siamo di fronte ad una scelta che non ammette alternative, amare è l'impegno fondamentale della vita, l'unica risposta alla scelta che Dio, in Cristo, ha fatto di noi. L'amore di Dio, per opera di Cristo, ci trasforma da servi, in figli e amici: "...vi ho chiamati amici, perché tutto ciò che ho udito dal Padre l' ho fatto conoscere, a voi...". E' questa la realtà profonda, del nostro essere cristiani, quel dimorare nell' amore del Signore Gesù, che ci svela il Padre, la sua vita, il suo progetto, per la salvezza di tutti gli uomini.
Al progetto del Padre, anche noi collaboriamo, non per nostra iniziativa, ma perché scelti e costituiti dallo stesso Maestro e Redentore: "...io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro frutto rimanga...". Tutto “affinché la vostra gioia sia piena”; Chi entra nell'amore di Dio per mezzo di suo Figlio ha ormai una ragione essenziale per essere sempre felice.