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Plasmati dagli incontri col Risorto PDF Stampa E-mail
Scritto da Administrator   
Domenica 24 Maggio 2009 13:06
l'ascensione Il mistero che celebriamo quest’oggi mette in piena luce la dignità della condizione umana, che con l’ascensione di Cristo entra pienamente e definitivamente nella vita stessa di Dio, nel cuore della Trinità. Il Vangelo di questa domenica ci fa vedere gli apostoli, dopo 40 giorni d’incontri con Cristo Risorto, in cui Lui, Signore del tempo e dello spazio, li ha confermati nella certezza della vita nuova e li ha preparati per la missione. Si sono susseguiti degli incontri molto significativi, incontri di cui noi abbiamo potuto partecipare lungo l’itinerario pasquale che stiamo ripercorrendo, e che hanno servito per plasmare il cuore dei discepoli che adesso sono pronti a rendere testimonianza della risurrezione del Signore, “sino ai confini del mondo”.
Il congedo, perché Cristo torna al Padre, è permeato di una promessa di maggiore intimità, perché la presenza dello Spirito nei credenti, li renderà intimi amici di Dio. Ormai la presenza apparente e immediata di Cristo con i suoi discepoli smetterà di ripresentarsi, per dare spazio alla presenza intima dello Spirito Santo, promesso da Gesù: “è bene per voi che io me ne vada…” “verrà lo Spirito di verità e vi guiderà alla verità tutta intera”. E questo congedo lancia i discepoli alla missione, saranno essi da questo momento il corpo visibile di Cristo nel mondo, come lo siamo noi oggi. Avranno adesso la forza e il coraggio per affrontare difficoltà e situazioni che suscitano paura, timore, voglia di fuggire e anche per portare sollievo e speranza a coloro che vivono nella tribolazione.
Con l’ascensione di Cristo, dunque, la condizione umana acquista la sua dignità vera, siamo certi che Lui, nonostante sia asceso al cielo resta sempre con noi, e in Lui la nostra umanità è innalzata accanto a Dio , da questa certezza si innalza la preghiera della Chiesa: «Esulti di gioia la tua santa Chiesa… per il mistero che celebra… perché nel tuo Figlio asceso al cielo la nostra umanità è innalzata accanto a te, e noi, membra del suo corpo, viviamo nella speranza di raggiungere Cristo, nostro capo, nella gloria».