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Un tempo per... PDF Stampa E-mail
Scritto da fra Marcello Longhi   
Lunedì 06 Luglio 2009 00:09
http://www.suorecappuccine.org/home/images/stories/news/vacanze.jpgFinalmente una sera libera… finalmente una domenica libera… finalmente finiti gli esami… finalmente una settimana di ferie dal lavoro… Finalmente libero… Ma allora nel tempo normale io vivo da prigioniero? Chi mi tiene legato, cosa mi schiaccia? Sogno di poter “fare le mie cose”, di poter coltivare le relazioni di affetto a cui tengo! Dunque le “cose di tutti i giorni” hanno il potere di rendere impraticabile questo sogno?
Ci sono ore in gabbia e ore d’aria… Prendo coscienza che la sfida forse non è fare guerra alla quotidianità per strapparle qualche ora d’aria in più, ma cambiare il mio rapporto con il tempo ordinario investito nell’impegno. Vorrei trovare le “ragioni affettive” che possano convertire le ore in gabbia in spazi di lavoro umano, utile a me e al mondo. Vorrei respirare anche nei giorni banali, soliti. Quando questo non succede, il mio tempo “stra-ordinario” si consuma ovviamente nel fuggire lontano, il più lontano possibile dalle mie prigioni. E quando scappo via voglio solo dimenticare, devo riuscire a sedare a tutti i costi l’ansia e la nausea che si accumulano dentro di me nei giorni feriali. Ma il credito di ore d’aria si esaurisce sempre troppo in fretta, sul più bello… Intuisco che non posso esaurirmi in questa fuga ossessiva della quale resto sempre io il prigioniero! Qualche volta mi accorgo che il bisogno spasmodico di rifugiarmi in un tempo libero infinito è un scappatoia per non affrontare una domanda tagliente che ritorna: per quale progetto di me stesso sto “buttando” il mio tempo? Quale persona voglio diventare? La risposta a questa domandona è la sola che potrebbe dare libertà al tempo del lavoro e del divertimento! Diceva Gesù: “Chi di voi, per quanto si dia da fare, può aggiungere un’ora sola alla sua vita?”(Mt 6,27)