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Da Giotto alla Verit PDF Stampa E-mail
Scritto da suor Margherita Jablonska   
Lunedì 14 Settembre 2009 23:59
http://www.suorecappuccine.org/home/images/stories/news/assisi.jpgLe motivazioni che muovono le decisioni, il nostro quotidiano, le nostre scelte sono diverse, tante… Direi, che sono tante quanti gli uomini che abitano la madre terra. Ma ogni tanto succede così: senti parlare di un opera d’arte, di un’isola da favola. Ti decidi, affronti un viaggio e invece quando arrivi alla destinazione ciò che era importante in un attimo va al secondo piano. Cosa sucesso? Qualcuno ha sconvolto i tuoi piani, la tua vita? E’ sucesso anche ad Alessandro…

 

 

 

http://www.suorecappuccine.org/home/images/stories/news/alessandro.jpgAssisi è nel cuore! Di altro so che sono andato per vedere Giotto e sono tornato con Francesco. Dire solo questo è certamente riduttivo, anche perché è difficile con le parole spiegare le emozioni e le calde sensazioni che coi frati e le suore abbiamo vissuto. Attualmente è come se stessi ancora metabolizzando una esperienza davvero molto forte, che è andata ben al di là delle mie aspettative materiali e spirituali. Ad Assisi ho capito alcune cose, altre devo ancora comprenderle, ma di certo so che nella città di Francesco era come stare in Paradiso e i frati e le suore erano gli angeli che ci insegnavano come muoverci e come gustare appieno ogni momento; Paradiso nel senso che lì mi è sembrato di incontrare la Verità senza alcuna finzione né falsità ma coerenza al Vangelo e un profumo di santità e libertà. Era questo che cercavo, ma io non lo sapevo. Al ritorno rivivendo nel mio intimo ogni istante passato insieme ai miei compagni di viaggio, coi quali ho condiviso una fraternità mai sperimentata prima, ho compreso che il modo migliore per capire se stessi ed essere in questo mondo sereni è vivere strettamente uniti a Cristo, senza interruzioni, ma incessantemente accostarsi a Lui attingendo dai tesori della grazia che la Chiesa elargisce con abbondanza attraverso i sacramenti. A dire il vero tornare nella quotidianità non è stato facile, anzi è stato come scontrarsi con un muro, ma mi consolava il fatto che non ero solo…..è stato anche divertente, tra l’altro, rendersi conto che eravamo tutti come degli zombies, stralunati, quasi alieni nelle nostre famiglie, nelle nostre parrocchie! Ho poi compreso che molto spesso ci conformiamo al relativismo imperante in forza di una falsa modernità nei costumi di vita solo perché vediamo la realtà distorta, purtroppo, dal peccato, di cui spesso non ne riconosciamo il senso: ad Assisi, invece, era tutto così chiaro!

Alessandro