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Pregate il padrone della messe PDF Stampa E-mail
Scritto da Suor Bernarda   
Mercoledì 07 Luglio 2010 01:12
voti_mBOGOTÁ, ColombiaPregate il padrone della messe perché mandi operai nella sua messe(Lc 10,2) al ritmo di questa implorazione che la Chiesa levó la scorsa domenica 4 luglio, Alderis Sabina Mejía Pérez e Diana Carolina Luis Salinas emisero la professione temporale nella parrocchia di San Paquale Baylon a Bogotá, nell’Eucaristia presieduta da Monsignore José Roberto Ospina Leongómez.

Nell’omelia, Monsignore sottolineó la grandezza del mistero di Dio che conquista, seduce e attira a sé il nostro cuore con la sua irresistibile bellezza. Ció che ci riempie di stupore per una professione religiosa, é scoprire la capacitá di Dio di sedurre il cuore di una persona, come ci comunicava il profeta Osea nella prima lettura: “Perciò, ecco, io l’attrarrò, la condurrò nel deserto, e parlerò al suo cuore(Os 2,14). Il mistero é qui, nel fatto di parlarsi intimamente al cuore e restare l’uno attaccato all’Altro; Dio conquista parlando al cuore, cioé, facendo sperimentare la meravigliosa realtá di non vivere piú per se stessi, di "considerare tutte le cose spazzatura in confronto con la conoscenza di Cristo(Fil 3,8).

La cosa piú bella che puó succedere a una persona, ribadisce Monsignore, é conoscere Cristo e la forza irresistibile del suo amore per cui é capace di correre ogni rischio e abbandonarsi nelle Sue mani. Ma nella sequela di Cristo si trovano molte realtá che distraggono il chiamato, per questo Gesú nel Vangelo dice: “Vi mando come pecore in mezzo a lupi(Mt 10,16a), questi lupi che troviamo nella nostra vita consacrata e debilitano la nostra generositá sono: la TV, l’ambiente lasso, il consumismo, ecc. La fidelidad si puó vivere soltanto se si mantiene una continua e intima unione con Lui che assicura ai discepoli la capacitá di “camminare sopra i serpenti e sopra gli scorpioni senza che nulla rechi loro danno(Lc 10,19).

Concludendo le sue esortazioni, Monsignore invitó i presenti a orare per le due giovani che consacrano la loro vita a Dio nel servizio della Chiesa e le neo-professe a sostenersi vicendevolmente vivendo con fedeltá le piccole cose nelle quali ci si esercita per essere fedele nelle cose grandi.

Terminata l’Eucaristia, ci siamo riuniti a casa per una semplice, gioiosa e fraterna condivisione; con il cuore pieno di giubilo leviamo a Dio la nostra gratitudine per il dono di queste nuove sorelle.