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“ Le sofferenze sono perle…” M. Veronica PDF Stampa E-mail
Scritto da Sr Beata   
Mercoledì 02 Marzo 2011 20:20
perle_mCompleto nella mia carne quello che manca ai patimenti di Cristo, a favore del suo corpo che è la Chiesa” (Col 1,24) cosi dice l’apostolo Paolo spiegando il valore salvifico della sofferenza. Vorrei rivolgere un semplice pensiero verso tutte le mie sorelle che vivono nella sofferenza.

Nel nostro Istituto facciamo tante opere “lavoriamo come api industriose” cioè: scuole, catechismo, comunità alloggio per i minori tante, tante cose… Partecipiamo alle varie missioni, facciamo ritiri pastorali- vocazionali per i giovani (ultimo 19 febbraio a Roccalumera con il tema “Fragili ma chiamati”) tutte corriamo e operiamo verso e per una meta ch’è Cristo Gesù.

Care sorelle inferme, sofferenti in Cristo, siete preziose agli occhi di Dio e di tutta la Chiesa, perché voi magari non potendo più dare all’Istituto le vostre forze fisiche, “completate nella carne quello che manca ai patimenti di Cristosiete un tesoro, perché voi potete con le vostre preghiere incessanti portare avanti ogni attività che viene svolta…”in questo sia glorificato il Padre: che portiate molto frutto ( cf. Gv 15,8). Senza le vostre preghiere non possiamo fare nulla! Insieme con l’apostolo Paolo possiamo dire: “Perciò sono lieto delle sofferenze che sopporto per voi” allora la Vera Gioia proviene dalla scoperta del senso della sofferenza! Carissime sorelle abbiamo bisogno delle vostre preghiere perché solamente insieme, unite in Cristo che ci ha chiamate cosi come siamo e fondate tutte nella più grande umiltà, secondo il nostro Carisma, possiamo andare avanti con la nostra piccola casa (Istituto), così come voleva Padre Francesco Maria Di Francia. Certamente ascoltando li consiglio di Gesù: ”quando avete fatto tutto quello che vi è stato ordinato dite: Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quello che dovevamo fare(Lc 17,10).

Concludendo vorrei dire che noi completiamo nella carne quello che manca ai patimenti di Cristo non solo con le sofferenze fisiche ma anche con quelle spirituali: “ mi vanterò quindi ben volentieri delle mie debolezze, perché dimori in me la potenza di Cristo. Perciò mi compiaccio nelle mie infermità, negli oltraggi, nelle necessità, nelle persecuzioni nelle angosce sofferte per Cristo; quando sono debole è allora che sono forte.” 2 Cor 12, 9-10La potenza infatti si manifesta pienamente nella debolezzasiamo fragile ma chiamate…allora come è scritto: ”Ti basta la mia grazia” .
Pace e bene sr Beata