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Ho avuto sete e mi avete dato da bere PDF Stampa E-mail
Scritto da sr Monica   
Lunedì 09 Maggio 2011 20:58
studni_mRIOHACHA, Colombia Nella pesca di beneficenza che il gruppo di laici “Francesco e Veronica” di Roccalumera realizzò nel mese di dicembre, si sono raccolti dei soldi che in seguito sono stati mandati alla comunità alloggio di Riohacha in Colombia; con questi soldi le suore hanno allargato il pozzo per avere acqua per tutta la settimana. 
Le suore e le bambine esprimono la loro gratitudine

Pace e Bene, suor Renata e Carissimi amici del Gruppo “Francesco e Veronica”.

Per quelli del gruppo che non mi conoscono mi presento, sono suor Monica, la consorella di suor Renata, insieme abbiamo fatto la professione temporale e perpetua.
Mi dispiace che ho lasciato passare tanto tempo prima di scrivervi.
E’ passato un anno e sette mesi dalla mia partenza dal Italia per la Colombia.
Per me è cominciata una nuova vita, molto diversa. Non posso dire che mi sono abituata al clima (+ di 45-50°C sempre), alla lingua, alla cultura, al comportamento delle persone.

Viviamo a Rihoacha, una città della Colombia nella regione del Mar dei Caraibi. Io lavoro in una casa alloggio dove possiamo accogliere 5 bambini per dare a loro più attenzione e amore. Questi bambini vengono dalla strada, bambini abbandonati, malnutriti, vittime di abusi sessuali, neanche i genitori si interesano di loro.
Sicuramente devono fare grandi sforzi quando vengono da noi, perché prima stavano nella strada e facevano quello che volevano. Per vivere hanno imparato a rubare, o le ragazze a vendere il suo corpo per comprare il pane.

La Colombia è un paese nel quale il problema dell’abuso dei minori si radica in una situazione di grave povertà, di incremento dell’esclusione sociale, di negazione dei diritti fondamentali, di sfaldamento dei legami famigliari e di comunità che favoriscono il fenomeno dell’abbandono dei minori. In Colombia migliaia di bambini sono vittime di violazione dei loro diritti, non solo nell'ambito della propria famiglia ma anche della comunità in cui vivono (a scuola, per esempio). Una delle forme di violenza più diffuse da parte della famiglia consiste nel costringere i più piccoli a lavorare.
Per scelta o per destino, ci sono tanti bambini che dormono ogni notte nelle strade. Vi sono vari motivi per cui un bambino rimane abbandonato, quali povertà, guerra, disastro naturale, terremoto o abuso. La serietà del problema della povertà è la principale causa dei bambini che vivono nelle strade. Genitori che spesso sono troppo poveri o disoccupati e non sono in grado di offrire un’adeguata assistenza ai propri figli. Spesso i genitori sono coinvolti in attività criminali o sono tossicodipendenti. I bambini che nascono in questa situazione trovano grosse difficoltà nel rompere questo circolo e la vita nella strada li costringe ad essere emarginati dalla società. Ciò che mi spaventa è che sopravvivere per questi bambini nelle strade significa convivere con terroristi, spacciatori di droga ecc.

Un giorno ho visto una situazione terribile: nelle montagne di spazzatura molta gente, e mi ha spiegato una persona che le intere giornate passano lì, nella speranza di raccattare qualche oggetto o materiale rivendibile che possa in qualche modo aiutare a sfamare la propria famiglia. Non solo gli adulti devono operare in questi ambienti malsani, tutti devono contribuire, anche i bimbi di pochi anni. TUTTO VERO... NON CHIUDIAMO GLI OCCHI!!!

I nostri bambini vengono da tali ambienti. Prima pensavo che tutto succede nei film, e adesso vivo questa realtà ogni giorno. No è facile aiutarli, ma si fa quello che si può. La mentalità è molto diversa, certe cose per me sono difficili da capire.

Vogliamo ringraziarvi per questo gesto di bontà. Quello che è stato fatto è qualcosa di grande. I soldi che avete raccolto li abbiamo destinati all’allargamento del nostro pozzo. Quello che avevamo era molto piccolo. L’acqua non ci bastava per tutta la settimana. Qui l’acqua arriva soltanto venerdì, sabato e domenica. Spesso le persone non pagano il servizio di acqua e, purtroppo la tagliano a tutti. Oggi, grazie al pozzo grande, abbiamo acqua per due settimane.
Oltre al pozzo, con i vostri soldi abbiamo finito il cortile, abbiamo messo le mattonelle.
Vedo che mi sono dilungata molto e ho scritto senza un ordine preciso, scusate.
Ho voluto solo condividere con voi ciò che stiamo vivendo, in modo semplice, così spontaneamente come mi è venuto dal cuore. Ancora una volta, vi ringraziamo molto. Che il Signore vi benedica e vi sorrida sempre.
Sr Monica e suore e bambine della casa alloggio di Riohacha.