15.jpg

   

        

logo_s

L’Eucaristia: Sacramento della carità PDF Stampa E-mail
Scritto da Suor Bernarda   
Lunedì 12 Settembre 2011 20:43
cen_mANCONA Ieri, domenica 11 settembre, con la presenza del Santo Padre Benedetto XVI, si è concluso il XXV Congresso Eucaristico Nazionale celebrato ad Ancona. Riportiamo alcune riflessioni del Magistero che ci aiutano a mantenere desto lo stupore dinanzi al Mistero Eucaristico.

Il Congresso Eucaristico è un dono e una grazia per la vita spirituale dei fedeli e dell’intera comunità cristiana; è il grande avvenimento che le Chiese d’Italia, vivono da 120 anni.
A questo appuntamento sono invitate le persone e le famiglie, i bambini e i giovani, i lavoratori e i professionisti, in una parola tutti i membri del popolo di Dio, perché riscoprano profondamente il rapporto tra fede e vita. L’arte sacra e il linguaggio dei simboli, il canto e la preghiera, l’ascolto della Parola di Dio e il silenzio, svelano a tutti che il Pane di Dio è pane necessario e sostanziale per il cammino della vita, è pane degli angeli, è pane di dolcezza al cuore dei genitori e dei figli.

Cristo, presente e vivo nell’Eucaristia, ci ha concesso la grazia di celebrare con gratitudine questo mirabile avvenimento per gustare la dolcezza del “Pane di Dio”, che sostiene e illumina il cammino della Chiesa e della Società.

L’Eucaristia è il centro della vita cristiana. È il pane della famiglia di Dio. Nella casa il cuore della famiglia è la mensa del pane quotidiano: nella Chiesa il cuore della comunità è il pane spirituale di Cristo. Gesù, donando ai suoi discepoli il pane della vita, ha trasmesso a noi il suo invito: “Fate questo in memoria di me”. “Quale stupore deve aver preso il cuore degli Apostoli di fronte ai gesti e alle parole del Signore durante quella Cena! Quale meraviglia deve suscitare anche nel nostro cuore il Mistero Eucaristico!”

Il Congresso Eucaristico è “segno di fede e di carità”, dice la voce del Magistero Ecclesiale: una “manifestazione tutta particolare del culto eucaristico”, una “sosta di impegno e di preghiera, a cui una comunità invita la Chiesa Universale, o una Chiesa Locale le altre Chiese della medesima regione…per approfondire insieme qualche aspetto del mistero eucaristico e prestare ad esso un omaggio di pubblica venerazione, nel vincolo della carità e dell’unità”.

La celebrazione eucaristica è “il più grande atto di adorazione della Chiesa”. Accogliere l’Eucaristia significa “porsi in atteggiamento di adorazione verso Colui che riceviamo” per diventare “una cosa sola con Lui” e pregustare “la bellezza della liturgia celeste”

La nostra Chiesa e la nostra Società hanno sete di “comunione”. L’Eucaristia “crea comunione e educa alla comunione”, affermava il Papa Giovanni Paolo II. L’Eucaristia “è il luogo privilegiato dove la comunione è costantemente annunziata e coltivata. Proprio attraverso la partecipazione eucaristica, il giorno del Signore diventa anche il giorno della Chiesa” L’Eucaristia è pregustazione della gioia della vita futura, mostrando che “l’uomo è creato per la felicità vera ed eterna, che solo l’amore di Dio può dare”: gustando il pane della vita noi “nella fede già partecipiamo alla pienezza della vita risorta” . Nell’esclamazione: “Mistero della fede!”, noi “annunziamo la morte del Signore, proclamiamo la sua risurrezione, nell’attesa della sua venuta”; si rafforza così la speranza di “incontrare di nuovo, faccia a faccia, coloro che ci hanno preceduto nel segno della fede” e si comprende “l’importanza della preghiera di suffragio per i defunti”, affinché “possano giungere alla visione beatifica di Dio”.

L’estasi dell’Eucaristia è un raggio di luce che ci svela la bellezza dell’Amore. Nella meraviglia della creazione “Dio si lascia intravedere nella bellezza e nell’armonia del cosmo”: in Gesù figlio di Dio “risplende e si comunica la gloria del Padre”. “La vera bellezza è l’amore di Dio che si è definitivamente a noi rivelato nel Mistero Pasquale” Lo “spirito di costante conversione”, il sincero ”interrogarsi sulla propria vita”, il “raccoglimento ed il silenzio”, il sacrificio del “digiuno”, la “Confessione Sacramentale”, sono la migliore predisposizione alla partecipazione al alla vita liturgica, che deve avere come suo frutto il proposito di “prendere parte attivamente alla vita ecclesiale” e di “portare l’amore di Cristo dentro la società” . I “cristiani laici” in forza del Battesimo e della Cresima, e corroborati dall’Eucaristia, “sono chiamati a vivere la novità radicale portata da Cristo proprio all’interno delle comuni condizioni della vita. Essi devono coltivare il desiderio che l’Eucaristia incida sempre più profondamente nella loro esistenza quotidiana, portandoli ad essere testimoni riconoscibili nel proprio ambiente di lavoro e nella società tutta”.

L’Eucaristia è “mistero da offrire al mondo”, poiché da essa nasce “il servizio della carità nei confronti del prossimo” che “spinge ogni credente in Cristo a farsi pane spezzato per gli altri, e dunque ad impegnarsi per un mondo più giusto e fraterno”. L’Eucaristia è mistero di comunione tra gli uomini, chiamati a edificare la pace attraverso “la restaurazione della giustizia, la riconciliazione e il perdono”, e “diventa nella vita ciò che esso significa nella celebrazione” . “Chi partecipa all’Eucaristia, infatti, deve impegnarsi a costruire la pace nel nostro mondo, segnato da molte violenze e guerre, e oggi in modo particolare, dal terrorismo, dalla corruzione economica e dallo sfruttamento sessuale”, che offendono “la dignità dell’uomo, per il quale Cristo ha versato il suo sangue, affermando così l’alto valore di ogni singola persona”.

L’Eucaristia è carità. È doveroso, come ha sempre fatto la Chiesa, sostenere e aiutare i poveri, valorizzando e potenziando tutte le istituzioni benefiche, a partire dalla Caritas che è espressione concreta dell’Eucaristia Sacramentum Caritatis . L’Eucaristia è la fonte della santità. Ogni uomo è chiamato alla santità. I Santi hanno fatto dell’Eucaristia il centro della loro vita. Noi cristiani non possiamo vivere senza l’Eucaristia e dobbiamo testimoniare al mondo la bellezza del mistero che celebriamo nel Giorno del Signore: “Questo è il giorno della nostra definitiva liberazione”. L’Eucaristia attende la nostra adorazione. “L’atto di adorazione al di fuori della Santa Messa prolunga ed intensifica quanto s’è fatto nella Celebrazione liturgica stessa. Infatti, soltanto nell’adorazione può maturare un’accoglienza profonda e vera” .