4.jpg

   

        

logo_s

Alleluia! Cristo è risorto PDF Stampa E-mail
Scritto da Madre generale   
Mercoledì 12 Marzo 2008 16:15

 Sorelle carissime

La grande liturgia della veglia pasquale ci fa rivivere ogni anno la gloriosa resurrezione del Signore. L’abbondanza della Parola che viene proclamata, mette in evidenza la storia della Creazione, ripercorrendo l’Esodo e la Pasqua ebraica, fino a raggiungere l’apice nella Resurrezione di Gesù.

La risurrezione di Cristo è l’evento più straordinario della storia della salvezza compiuto da Dio, è la vittoria sulla morte e sul peccato. Gesù, l’Agnello sgozzato per la nostra salvezza, porta la gioia nel mondo. Egli paga per noi il prezzo più alto della nostra redenzione, prendendo su di sé il peccato del mondo e crocifiggendolo nella sua carne. Egli è l’Unico Salvatore che con il suo sacrificio cruento annulla il Male per sempre.

Quale grande amore ha dimostrato il Padre per noi, perché mentre eravamo ancora immersi nell’ombra dalla morte, ha mandato il suo Figlio per redimerci dal peccato. “Dio, infatti, ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in Lui non muoia, ma abbia la vita eterna” (Gv 3, 16).

I Vangeli riferiscono la resurrezione di Cristo in modo convincente, attraverso i racconti che vengono riportati da persone che hanno sperimentato la presenza e il contatto con il Risorto. Quello di Maria di Magdala è senz’altro il racconto più significativo. Il mattino di Pasqua Gesù Risorto si presenta a lei, lì, vicino la tomba vuota, nel giardino e dopo le prime perplessità di Maria nel riconoscerlo Egli, il Maestro, la chiama per nome: Maria ! Dalla flessione della voce e dallo sguardo penetrante, Maria riconosce il suo Maestro e anche lei lo chiama per nome: Rabbunì !

“Perché cercate tra i morti Colui che è vivo? Non è qui , è risorto” (Lc 24, 5-6), aveva detto l’Angelo ad alcune donne. Sì, Gesù è vivo perché Colui che è la vita non poteva rimanere nella tomba. Colui che non aveva peccato non poteva essere dominato da esso. La morte non poteva avere il dominio sull’Autore della vita.

Care sorelle, di fronte alla risurrezione di Cristo, il nostro cuore si riempie di grande gioia, perché è Lui che ci ha strappato dalle tenebre del peccato e ci ha trasferiti nel Regno del Padre suo (cfr Col 1, 13). Come dire: eravamo nel fango, destinati a perire per sempre e grazie a Lui, grazie alla sua morte e alla sua resurrezione, siamo stati fatti degni di entrare nella felicità che non avrà mai fine.

Gesù risorgendo da morte fa risorgere anche noi dal peccato. Egli è il primogenito di molti fratelli. S. Paolo conferma questa grande Verità, quando dice: “Cristo è risorto dai morti, primizia di coloro che sono morti (1Cor15, 20). E’ un grande mistero di fede. Solo Dio poteva realizzare ciò. E noi, opera delle sue mani, possiamo solo tacere, adorare, ringraziare. Ci chiediamo: cosa comporta per noi la risurrezione di Cristo, cosa fare cioè per prendere parte alla gloria del Risorto? Collaborare personalmente con Lui, morendo all’uomo vecchio. La Pasqua di Cristo, per essere pasqua anche per noi, comporta in ultima analisi, la conversione totale, il cambiamento radicale del nostro essere per vivere la vita nuova in Cristo. Si tratta di assumere una condotta di vita radicalmente evangelica, senza mezze misure, senza “ma”, senza “se”. Si tratta, per noi consacrate, vivere in pienezza la Sequela Christi nell’obbedienza totale alla volontà del Padre, nell’amore indissolubile e assoluto a Cristo e alla sua Chiesa, nel distacco ad ogni forma di legame terreno.

A questo punto entra a pieno titolo il ruolo insostituibile della preghiera in cui instauriamo quella relazione intima e personale con il nostro Dio e Salvatore, vivo e risorto tra noi; infatti la preghiera è proprio questo: entrare nel cuore dell’Amato per godere del suo amore e della sua presenza. Ma entra anche il nostro rapporto fraterno e cordiale con le sorelle e con i fratelli nei quali possiamo riversare l’effettivo amore del Signore, di quell’ amore che lo Spirito Santo ha riversato nei nostri cuori.

Che la Pasqua del Signore sia anche la nostra pasqua, una pasqua di vera risurrezione, un passaggio che lascia in noi il segno di Cristo; un risorgere in una vita che fa sbocciare altre vite in Cristo. E’ legge di natura: l’amore crea amore, ma è soprattutto legge divina, perché solo l’amore di Dio, può creare vero amore. E Cristo Risorto ci ha donato questo amore che dura per sempre. Nate dall’amore del Padre, consacrate dal suo Santo Spirito, redente dal suo sangue prezioso, unite nella lode della Vergine e dei nostri Fondatori, che ininterrottamente innalzano alla Trinità santa, umilmente chiediamo al Signore il dono della gratitudine per le grandi meraviglie operate per la nostra salvezza. E unite tutte nell’amore di Cristo, Auguro a ciascuna di voi una lieta e santa Pasqua, nella luce del Signore Risorto.