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Padre Francesco, uomo di Dio e servo dei fraterlli PDF Stampa E-mail
Scritto da Giusi   
Giovedì 15 Maggio 2014 04:46

160anni_mADRANO In occasione del 100° anniversario di nascita al cielo dell’umile Servo di Dio “Francesco Maria di Francia”, fondatore delle Suore Cappuccine del Sacro Cuore, Suor Renata venne a farci visita per una settimana. Come di solito, andai a Messa tutti i giorni della settimana e in

 occasione delle brevi catechesi tenutesi a fine celebrazione, vi rimasi più a lungo per poterla ascoltare.

 

Per farci comprendere meglio la motivazione della sua visita,  Suor Renata cominciò a parlare dell’importanza della vita dei santi, presentandoli  uomini normali, non supereroi, ma aprendo con umiltà la porta del loro cuore a Cristo, sperimentano l’Amore di Dio Padre e di conseguenza, diventano per noi guida sicura verso la salvezza. E come tutti i Santi, anche Francesco dovette affrontare dure prove per poter compiere la volontà di Dio. Francesco Maria riuscì ad avere una ottima formazione umanistica, presso il collegio dei Padri Cistercensi di Messina. Qui insieme al fratello Annibale, sentì la chiamata al sacerdozio.

 

Attraversò anche un periodo difficile ed ebbe dei dubbi sulla chiamata, ma con la costanza e la perseveranza della preghiera riuscì a superare questo periodo di crisi vocazionale, che durò circa 5 anni.  In questo momento così difficile, fu aiutato dall’arcivescovo, Giuseppe Guarino.  “Fantastico!”, pensai, “chissà se anche ai giorni d’oggi vi è qualcun'altro che abbia  il carisma di aiutare nei momenti di crisi”. La cosa che colpì maggiormente la mia attenzione, non fu solo il fatto che il Servo di Dio riuscì a risollevarsi dalla fase di crisi, riprendere gli studi ecclesiastici, e nel giro di tre anni, essere ordinato sacerdote; ma lo spirito d’amore, di carità e di fiducia che ebbe in Dio e che trasmise ai fratelli bisognosi.


Anche oggi la nostra società, ha bisogno di sacerdoti innamorati di Cristo, capaci di attirare le anime che sono esiliate nel buio profondo del peccato. Francesco, oltre ad assolvere il suo servizio di carità con quanti erano nel bisogno, si mise a disposizione per la cura e l’assistenza dei fratelli colerosi presso il  Lazzaretto di Messina. Qui Francesco assistendo e curando i fratelli, si ammala anch'egli di colera, ma riesce a guarire.  Questo gesto mirabile, portò tanta ammirazione anche presso le autorità civili che volevano compensarlo con medaglie e riconoscimenti. Ma egli rifiutò dicendo:  “Non mi si deve niente, perché nei fratelli colerosi ho servito Cristo”.


Nel 1897 a Roccalumera, con Madre Veronica Briguglio, fondò l’Istituto delle Suore Cappuccine del Sacro Cuore. Qui, privo di fondi, si affida alla Divina Provvidenza,  e non disdegna di chiedere l’elemosina per sfamare le sue orfanelle.  Per la sua grande umiltà, non volle mai il titolo di Superiore o di Fondatore, non emanò mai circolari, né scrisse un codice di regole,  ma si donò senza riserve per le orfanelle e la santificazione delle suore, alle quali trasmise il suo carisma:  “L’Amore Misericordioso del Cuore di Cristo”.

Giusi