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Mons. Francesco Maria di Francia PDF Stampa E-mail
fond_mUn paio di giorni fa, abbiamo fatto memoria del 96° anniversario della nascita al cielo del nostro Fondatore Mons. Francesco Maria di Francia, per tale ricorrenza, è stato preparato il seguente articolo che proponiamo ai nostri fedeli lettori

trascendenza e immanenza: armonico connubio di delicatezza e austerità



Mons. Francesco Maria Di Francia
Trascendenza e immanenza: armonico connubio di delicatezza e austerità
Adriana Mita - Cappuccina del Sacro Cuore

   

    In occasione dell’Anno Sacerdotale, indetto da Benedetto XVI in occasione del centocinquantesimo anniversario della “nascita al Cielo” del Curato d’Ars, san Giovanni Battista Maria Vianney, le Suore Cappuccine del Sacro Cuore celebrano con maggior devozione la figura del loro fondatore, mons. Francesco M. Di Francia, vicario generale della diocesi messinese del primo novecento. Il 22 dicembre 2009, a Roccalumera, si è commemorato il 96° anniversario di morte del servo di Dio, del quale è in corso il processo di beatificazione.  

   Nato a Messina nel 1853, Francesco M. corona il suo sogno vocazionale il 18 dicembre 1880 e a ventisette anni viene ordinato sacerdote dal card. Giuseppe Guarino, Arcivescovo Metropolita di Messina. Il suo ministero è impreziosito dalla sua fervente e profonda predicazione. Già da giovane sacerdote lo vediamo percorrere le anguste viuzze del litorale messinese per seminare nelle coscienze il seme della Parola e alimentare gli animi con l’inestimabile Pane di vita. Nel 1887 con il permesso di mons. Guarino, svolge il suo ministero nel lazzaretto di Messina, tra i contagiati dal colera. L’anno successivo il canonico farà richiesta di visitare gli ammalati di vaiolo presso l’ospedale civico della città. Nel 1897 lo vediamo affiancare Sr. Veronica Briguglio nell’opera nascente a Roccalumera delle Suore Cappuccine del S. Cuore. Insegna teologia morale presso il seminario diocesano e nel 1912 viene nominato Vicario Generale di mons. D’Arrigo (arcivescovo succeduto al card. Guarino). Pochi mesi prima della sua morte, il 4 luglio 1913, riceve la nomina di Esaminatore Prosinodale. Muore a Roccalumera il 22 dicembre 1913.

   Racconta il can. Giuseppe Orlando in una sua testimonianza: Il Sac. Francesco Di Francia fu piissimo; celebrava ogni giorno la santa Messa nella Cappella dell’Istituto al Quartiere Avignone alla quale assistevano il primo nucleo di giovanetti che aspiravano al Sacerdozio, l’orfanotrofio maschile e le prime Suore, da un coretto in fondo alla cappella ove spesso si recavano a fare la meditazione e a recitare salmodiando l’ufficio della Madonna. Dall’altare – ribadisce il canonico - egli spesso predicava le glorie della SS. Vergine, l'Amore Sacramentato, incatenando l’attenzione con gli episodi più commoventi della vita dei santi. Spesso lo vidi così acceso nel volto e trasfigurato: non sembrava più Lui.

    Della numerosa documentazione, ritrovata miracolosamente a Catania solo nel 1950, Amalia Cravotta ha voluto dedicare un’approfondita ricerca scientifica sulle prediche dal 1872 al 1880, allegando un breve profilo storico di Francesco M. Di Francia chierico. Le prediche in verità – sostiene l’autrice – al di là dei contenuti morali e spirituali, sono un raccoglitore di informazioni sulla vita, sulla personalità, sui sentimenti e sulle virtù dell’autore. Un altro elemento che affiora qua e là – continua la Cravotta – è il tipo di rapporto umano che riusciva ad instaurare con i fedeli. Egli sapeva armoniosamente coniugare l’austerità delle prediche, con le quali nondimeno otteneva partecipazione nell’uditorio, con l’affabilità del comportamento fuori del pulpito. Nel suo modo di fare, per come egli stesso ne riporta i dialoghi, si ravvisa la coesistenza della severità (la salvezza delle anime non ammetteva sconti!) con la delicatezza nel tratto.

    Dagli scambi epistolari tra Francesco M. e Annibale M. suo fratello maggiore (canonizzato da Giovanni Paolo II nel 2004), si evince anche il grande rapporto di amicizia e fiducia che li legava, rapporto che non verrà mai meno neppure nei momenti più difficili tra i due. La letteratura fruita in passato (e purtroppo anche nel tempo odierno), troppo spesso rileva episodi di diverbi tra i due fratelli di marginale importanza; tale interpretazione scaturisce da un’umana e miope lettura degli eventi, depauperando il disegno divino della sua spirituale e profetica rilevanza originaria.

    Dopo la sua morte, S. Annibale M. Di Francia scrive una lettera il 3 gennaio del 1914 a mons. D’Arrigo nella quale dichiara: il giorno 31 Dicembre scorso mi giunse in Gravina delle Puglie la dolorosa notizia che il mio amatissimo fratello fin dalla sera del 22 era passato all'eternità. Si figuri V. E. quanto simile notizia mi abbia colpito! Ero nelle congetture e nei dubbii sui particolari della di lui dipartita, sebbene avevo la fiducia nel Cuore SS. di Gesù che gli aves¬se data particolare grazia a ben morire, essendo stato egli indefesso giornaliero adoratore del Santissimo Sacramento esposto in Quarantore, quando la salute glielo permisi, per molti anni; essendo stato egli sempre pieno di zelo per l'assistenza dei moribondi, ed essendo giunto a tale eroismo che nel 1887, essendovi il colera, avendo appreso che al lazzaretto morivano senza assistenza, corse e vi si chiuse coi colerosi! Quando poi il giorno di ieri – prosegue S. Annibale M. - ebbi dal Can. Vitale (cui avevo telegrafato) la lettera coi particolari singolarissimi della morte, sono rimasto attonito lodando con lagrime l'immensa Divina Bontà per una morte così preziosa e singolare! Un altro fatto si aggiunse a riempirmi di celeste consolazione, ed io lo partecipo a V. E. chi sa ancora non gliel'abbia detto il Can. Vitale. Il giorno 26 scorso mese, il p. Palma da Oria si recò a Ceglie Messapico da una gran serva di Dio Fondatrice di una Congregazione di Suore Domenicane. Questa Fondatrice si chiama Suor Antonia Lalia, è palermitana, di molto spirito, favorita dal Signore con molto doni. E' di età di anni 72. Il p. Palma vi si recò per impegnarla a suffragare la santa anima di mio fratello. Ebbene, appena entrato il p. Palma, prima che egli le dicesse cosa alcuna, Suor Antonia Lalia del Cuore di Gesù, gli disse: "Che forse è morto qualcuno dei vostri Sacerdoti?" Perchè? soggiunse p. Palma, senza nulla ancora manifestarle. Rispose Suor Lalia: "Perchè stamane ho veduto innanzi a me un personaggio tutto vestito di bianco, eccetto che aveva una cinta o fascia nera al fianco, ed appresi che era un ecclesiastico che aveva attinenza coi vostri Istituti." Il p. Palma allora le disse il perchè era andato da essa e la pregò di suffragarne la santa anima. Questo fatto è veramente mirabile! Io lo spiego così: prima di tutto il mio amatissimo fratello avrà ottenuta dal Signore di dare a me notizia e consolazione circa il suo stato. La veste tutta bianca è segno che uscì da questa vita purificato dal patire, dalle tante belle virtù, e dalla vita veramente raccolta e santa che conduceva da alquanti anni, nonchè dalla preziosa morte in cui fu così sollecito di ricevere i Santi Sacramenti, e dai tanti suffragi che fino al 26 aveva ricevuti. La fascia nera potrebbe essere il segno che il personaggio che appariva era defunto. Per cui io sento il dovere di ringraziare ancora la E.V. per tutto il bene che gli fece! Egli dal Cielo pregherà per la salute e santa prosperità di V.E.!

    Già da cinque anni è attivo a Roccalumera, ove risiede la Casa Madre delle Suore Cappuccine del S. Cuore, il Centro Studi Francesco & Veronica, che ha come obiettivo lo studio delle fonti e la diffusione del carisma dei servi di Dio Francesco M. Di Francia e Madre Veronica Briguglio. Nei primi anni si è provveduto all’archiviazione virtuale del fondo documentario, custodito nell’archivio generale della congregazione e alla pubblicazione di monografie della collana “Piccolo Seme”.

    Attualmente collabora allo sviluppo delle Cause di beatificazione e canonizzazione dei fondatori, all’aggiornamento del sito web, alla raccolta delle prove delle suore morte in odore di santità, al sostegno culturale-teologico nella formazione e all’attività pastorale nel territorio. È sorto a tale proposito un gruppo costituito da laici, che ha fatto richiesta di poter approfondire il carisma e circa una trentina di persone si incontrano per condividere una passione comune con le sorelle Cappuccine. Mensilmente, un gruppo di giovani “Lampade Ardenti” si riunisce nel santuario S. Antonio a Roccalumera, per l’adorazione eucaristica. Infine, un gruppo di fedeli devoti della fondatrice, hanno dato vita nel 2007 a una corale. La “Corale Madre Veronica” prende parte ai più importanti eventi dell’istituto e della diocesi messinese.