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Servire per amore PDF Stampa E-mail

fpfMons Francesco Maria di Francia proclamato Venerabile. "Servire per amore" fu  l’insegna evangelica che rivestì la visione profondamente umana del suo  ministero sacerdotale.  


Roccalumera 27/06/2019. Umiliarsi per innalzarsi. Donarsi per vivere. Sembrerebbe all'umana saggezza il linguaggio della contraddizione. Ma è in queste due dimensioni complementari e sempre congiunte, nel terreno fecondo di una santità ricercata, ma non esibita, che germoglia l' apostolato di carità del Servo di Dio mons. Francesco Maria di Francia. Pur immerso nella realtà del suo tempo, egli ha vissuto con radicalità le virtù evangeliche, divenendo un modello di valori eterni che travalica gli stessi confini del tempo. Sulle ali robuste dell'umiltà e dell'abnegazione, attraverso il dono totale di sé a Cristo e ai fratelli, si è elevato così ad un grado sublime di perfezione nella vita cristiana.

 

Il riconoscimento ufficiale di così alta caratura spirituale arriva dalla Chiesa con la sua elezione a Venerabile. Il via libera al decreto che ne attesta le virtù eroiche è stato dato infatti dal Santo Padre, Papa Francesco, lo scorso 19 marzo. Un'attesa, vissuta nel silenzio e nella preghiera, culminata in un’esplosione di gioia incontenibile e una viva esultanza nei cuori, a Roccalumera nel Santuario di Sant'Antonio di Padova - dove tutt'ora risiedono le spoglie mortali del Servo di Dio - in occasione della solenne celebrazione eucaristica di ringraziamento, presieduta da mons. Giovanni Accolla, arcivescovo della diocesi di Messina.

 

La cerimonia ha richiamato, infatti, tantissimi fedeli che da tempo attendevano questo pronunciamento. Presenti le autorità civili, cinquanta presbiteri della diocesi e la Congregazione delle Suore cappuccine del Sacro Cuore accorse numerose dalle varie comunità per rendere omaggio al loro amato fondatore. Un lungo applauso ha sottolineato la lettura del decreto di Venerabilità in apertura della celebrazione, animata dai canti della corale ‘’Madre Veronica”. In una chiesa gremita dalla folla delle grandi occasioni, si è fatta dunque memoria dell'incommensurabile eredità spirituale lasciata da questa luminosa figura di sacerdote che, ispirato da una profonda umiltà d'animo e totalmente permeato dall'amore divino, soleva definirsi ''vile giumento'' nelle mani di Dio. Precorritore della Chiesa “in uscita” che si china sulle ferite dell'esistenza umana, mons. Di Francia ha intercettato il grido di dolore dell'uomo del suo tempo, riconoscendo proprio nel linguaggio della carità l'unico idioma possibile in un'epoca contraddistinta da gravi urgenze e travagliate mutazioni sociali e politiche.

 

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In sintonia con il carisma francescano riverso', infatti, la più intima dilezione sul prossimo attingendo nel suo dinamico apostolato all'inesauribile sorgente ispiratrice dell'Eucaristia e della devozione al Sacro cuore di Gesù. Nei poveri, negli ammalati, nei derelitti che riempivano le strade e nei piccoli orfani abbandonati, riconobbe i prediletti di Gesù e il prolungamento della sua umanità piagata. Con la tenerezza di padre si fece carico dell'infanzia bisognosa: ''Non ha nessuno perciò è nostra, abbiatene cura e vogliatele bene '' raccomandava alle suore ogni qualvolta riusciva a strappare da un funesto destino un'orfanella raccolta per strada. E tutto fu opera di grazia divina. Animato da un'incrollabile fiducia nella Divina Provvidenza, proseguì il suo ideale di carità pastorale a dispetto di tutti gli ostacoli materiali e morali che incontrò nel suo cammino di vita sacerdotale. La storia ci consegna l'immagine di un moderno “missionario della povera gente” perseverante nel suo zelo di salvezza delle anime . In riva al mare, nella spiaggia dei villaggi jonici, ancora riecheggia tutta la forza dirompente della presenza e dell’instancabile servizio di mons. Di Francia che andava a celebrare la messa dai pescatori che non avevano tempo di recarsi in chiesa.

 

Lui che possedeva il carisma della parola e della predicazione, sapeva che il "tempo è pane" per quelle famiglie di lavoratori. Ripercorrendo il suo itinerario terreno di vocazione sacerdotale e religiosa si coglie, dunque, l'essenza vera di un nuovo modo di essere "sale e lievito del mondo". A ragione possiamo definirlo "benefattore dell'umanità" nell'esprimere tutta la vitalità del suo amore a Cristo senza mai smettere di servire la storia umana. Da questa sua amata terra, padre Francesco Maria di Francia, cosa ci potrebbe ancora dire? Oggi come allora, la sua esistenza ci appare come un'autentica scuola di carità che conserva una straordinaria attualità, nel suo perfetto equilibrio tra anelito alla dimensione contemplativa e difesa della dignità degli ultimi. "Annuncio e testimonianza furono i due binari su cui si snodò la vita del Venerabile" - ha evidenziato mons. Accolla durante l'omelia. Nel ricordare l’apostolato di padre Francesco legato a doppio filo all’aiuto dei più poveri e dei più fragili, ha aggiunto: "L'annuncio di salvezza del Vangelo passa attraverso la testimonianza della carità, nella misura in cui diventa condivisione e partecipazione alla vita dei fratelli. Ma se il nostro cuore non è aperto ad accogliere il dono dello spirito Santo - ha ammonito il presule– rischiamo di diventare fan del cristianesimo ma non veri discepoli del Signore." Più volte durante la cerimonia è stata evocata, dunque, una sorta di ‘santità della porta accanto’, a cui tutti possono aspirare. Perché è l'umanità dolente e rifiutata che interpella nel quotidiano le nostre coscienze e ci richiama ad una santità oblativa e operosa che superi l'inerzia dell'indifferenza.

 

La testimonianza virtuosa di mons. Di Francia incoraggia l'impegno della nostra santificazione che è compito di ogni battezzato alla ricerca di una misura alta di vita cristiana. Dare continuità al suo ideale di vocazione cristiana significa anzitutto attuare il suo carisma nelle risposte ai bisogni di oggi. Non ci sono luoghi o epoche privilegiati di santità, ma ogni terreno può diventare contesto di santità se si accoglie e si fa germogliare e fruttificare il seme della Parola di Dio. L'invito è chiaro: in qualsiasi tempo si viva e in qualsiasi circostanza ci si trovi, l'esempio di mons. Di Francia ci insegna che la sequela Christi passa attraverso l'amore per Dio riconosciuto e servito nel prossimo. "Dobbiamo essere costruttori di ponti nel nostro cammino di santificazione – ha spronato l’arcivescovo - Il Signore ci convoca pur nei nostri limiti e nelle nostre povertà- ha rimarcato - ad essere annunciatori veraci della Parola che salva, sempre in cammino e mai adagiati. Altrimenti - ha ammonito- c'è il rischio di rimanere materia, forse con una forma, ma privi di quell' acqua viva che zampilla per la vita eterna."

 

mg1A conclusione della cerimonia, il saluto e i ringraziamenti della Madre generale suor Maria Concetta Pirrera: "La santità è la pienezza di umanità" - ha sottolineato la religiosa. "Padre Francesco si è chinato sul prossimo – ha aggiunto- servendo Dio con la passione per l’uomo e per il Regno, divenendo un faro che illumina il cammino dei ministri di Dio e della Chiesa” . E rivolgendosi poi alle consorelle della Congregazione delle Suore cappuccine del Sacro Cuore, fondate dal Venerabile assieme alla Serva di Dio Madre Veronica Briguglio 122 anni or sono, ha esortato a camminare sempre sulla via della santità facendo tesoro di quell'eredità, lasciata loro dal Fondatore, che "non si corrompe e non marcisce perché affonda le radici nell’umiltà e nella carità". Con la certezza nel cuore: “Da oggi questa radice è santa!” Il Venerabile Francesco Maria di Francia ha tracciato, dunque , la strada maestra per un'autentica spiritualità e carità evangelica ancorata alla saldezza nella fede e alla perseveranza nella testimonianza. Con la proclamazione della Venerabilità, la Causa adesso continua in affidamento alla grazia di Dio e alla preghiera. E il miracolo che avverrà, con la sua intercessione, per opera e nei tempi di Dio ci darà, un giorno, la gioia di vederlo Beato ed elevato agli onori degli altari. Come segno luminoso che Dio opera meraviglie in mezzo a noi lasciandoci semi di speranza.

Lucia Zuccarello