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Decreto di Venerabilità PDF Stampa E-mail
pfvb_dConcluso l'itinerario richiesto dalla Congregazione per la Causa dei Santi, il 19 marzo u.s., è stata autorizzata dal S. Padre la proclamazione del Decreto di Venerabilità del nostro amato Fondatore che con tanta gioia leggiamo…..  

 

 

Servi Dei francisci mariae di francia
sacerdotis dioecesani
fundatoris congregationis sororum capuccinarum sacri cordis

(1853-1913)

DECRETUM SUPER VIRTUTiBUS

 

«Rispondendo il re dirà loro: In verità vi dico, ogni volta che avete fatto queste cose ad uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me» (Mt 25, 40).

 

Il Servo di Dio Francesco Maria Di Francia con la sua straordinaria azione pastorale ha mostrato l’essenza della carità cristiana, che è il prendersi cura e farsi carico dell’altro donando tutto di se stesso. «Non ha nessuno, perciò è nostra», diceva dolcemente alle sue suore ogni qualvolta affidava loro una bambina raccolta dalla strada. Il suo segreto fu mettere in pratica ciò che aveva ascoltato dal Signore e riconoscere la carne di Cristo sofferente in ogni uomo bisognoso di aiuto morale e materiale.

 

Il Servo di Dio nacque a Messina il 19 febbraio 1853, ultimo dei quattro figli del Cavaliere Francesco Di Francia, dei Marchesi di S. Caterina sullo Jonio, e di Donna Anna Toscano, dei Marchesi di Montanaro. Il Cavaliere Francesco era morto il 10 ottobre 1852 a soli trentaquattro anni, facendo nascere orfano il piccolo che avrebbe portato il suo nome. Il successivo 27 febbraio ricevette il battesimo con il nome di Maria Francesco di Paola. Donna Anna, vedova a soli ventitré anni, per educare i quattro figli Giovanni, Maria Caterina, Annibale e Francesco, chiese aiuto alla famiglia, affidando i più piccoli ad una zia e inviandoli più tardi al Collegio dei Padri Cistercensi di Messina, dove insegnava Padre Raffaele, uno zio paterno. Qui nacque nel cuore dei due ragazzi, divenuti sempre più fratelli inseparabili, la vocazione alla vita presbiterale. Ma, dopo un primo momento, per la chiusura dei seminari in conseguenza delle Leggi eversive del 1866-1867, i fratelli Di Francia proseguirono gli studi in famiglia. Nel 1877 il Servo di Dio ricevette la tonsura, l’ostiariato e il lettorato e, l’anno seguente, l’esorcistato e l’accolitato, mentre il fratello Annibale fu ordinato presbitero. Dopo il suddiaconato e il diaconato, il 18 dicembre 1880 ricevette l’ordinazione sacerdotale.

 

Nei primi anni l’impegno principale di don Francesco Maria fu la predicazione nelle chiese di Messina e dei paesi vicini, unita all’assistenza pastorale degli ammalati dell’Ospedale Civico della Città dello Stretto, chiamato anche di notte ad assistere i moribondi. Pur continuando ad abitare con la madre, il Servo di Dio collaborava con il fratello Annibale nelle attività di assistenza del malfamato quartiere Avignone di Messina.

 

Nel 1886 don Francesco Maria conobbe la Serva di Dio Natala (Nataledda) Briguglio (1870-1950), che diventerà sua penitente. Natala verrà presentata dal Servo di Dio al fratello Annibale che la accoglierà nel suo nascente Istituto.
Nel 1887 un’epidemia di colera colpì Messina e anche il Servo di Dio, fiaccato dalla fatica nel servire gli infermi, contrasse il contagio.

 

Con la morte della madre, avvenuta l’anno seguente, il Servo di Dio si trasferì dal fratello, al quartiere Avignone, dove vivrà per nove anni. Quando per un esaurimento nervoso, nel 1893, Annibale dovette stare in un riposo forzato, l’Opera sarà retta dal Servo di Dio. Ma, alcuni anni dopo, vennero a verificarsi alcuni problemi all’interno dell’Istituto di Annibale Di Francia, in seguito ai quali avvenne una scissione che diede origine ad una nuova comunità, la Congregazione delle Povere Suore del Sacro Cuore, divenute in seguito Suore Cappuccine del Sacro Cuore. Nel luglio 1897 il Servo di Dio si trasferì a Roccalumera per prendersi cura della nuova comunità, dedita soprattutto all’aiuto e all’assistenza delle orfane. Nel 1910 fu nominato terza dignità del Capitolo Metropolitano e nel 1912 Vicario Generale.


Un’intensa esperienza di fede illuminò la vita del Servo di Dio e una incrollabile speranza fu alla base della sua instancabile attività apostolica. Anche nelle vicende più dolorose del suo percorso umano e sacerdotale, mai venne meno la sua grande carità verso Dio e verso i fratelli, in modo particolare i più bisognosi. I fedeli che gli erano stati affidati trovarono sempre in lui un padre disponibile all’ascolto, un fratello aperto alla condivisione, un maestro di spiritualità esigente e credibile, un autentico testimone del Signore. La spiritualità eucaristica e mariana, la preghiera e la contemplazione, l’imitazione di Gesù e dei Santi, la cura paterna nei confronti delle Suore costituiscono l’orizzonte sul quale crebbe e si espresse in pienezza la sua personalità.

 

Il 22 dicembre 1913, mentre nella mattinata come era sua quotidiana consuetudine in treno si recava a Messina per svolgervi i suoi uffici nella Curia diocesana, don Francesco Maria fu colto da un attacco di cuore. Ritornato a Roccalumera, la sera di quello stesso giorno si addormentò nel Signore.
Nonostante l’ininterrotta fama di santità, il processo per la beatificazione del Servo di Dio ebbe un inizio tardivo a causa delle due guerre mondiali e della difficile situazione dell’Istituto delle Suore Cappuccine del S. Cuore. L’Inchiesta Diocesana si svolse dal 12 giugno 1989 al 3 ottobre 1996 nella Curia Arcivescovile di Messina, con processi rogatoriali ad Albano, Torino, Brescia e Trani, la cui validità giuridica è stata riconosciuta da questa Congregazione delle Cause dei Santi con decreto del 6 novembre 1998. Preparata la Positio, si è discusso secondo la consueta procedura se il Servo di Dio abbia esercitato in grado eroico le virtù. Con esito positivo, il 19 giugno 2018 si è tenuto il Congresso Peculiare dei Consultori Teologi. I Padri Cardinali e Vescovi nella Sessione Ordinaria del 5 marzo 2019, presieduta da me, Card. Giovanni Angelo Becciu, hanno riconosciuto che il Servo di Dio ha esercitato in grado eroico le virtù teologali, cardinali ed annesse.

 

Datum Romae, die 19 mensis Martii a. D. 2019.